Opere
d'arte nelle chiese dei Nebrodi
La pittura fra '500 e '700
A partire dagli ultimi decenni del XV secolo si sviluppò nei paesi
dei Nebrodi una vivace committenza, dettata dalle esigenze di affermazione
di prestigio da parte del potere feudale ed ecclesiastico, che si
rivolgeva per l'acquisto di opere d'arte alle più prestigiose botteghe
di Messina e Palermo. Le due capitali dell'isola erano allora tra
i centri d'arte più importanti della penisola, sicché attraverso di
esse giunsero nelle chiese dei Nebrodi una quantità di dipinti e sculture
in marmo, che ne fanno oggi dei piccoli musei delle arti rinascimentali
e barocche. Si tratta - è vero - di artisti minori, ma tuttavia significativi
e in rapporto con le più vitali correnti artistiche del loro tempo.
Conoscerli vi lascerà la piacevole sensazione della scoperta dell'inedito
e del poco noto.
PRIMA META' DEL '500. In questo periodo la committenza si rivolge
quasi esclusivamente alle botteghe messinesi, dove è ancora forte
l'eredità di Antonello. Ad artista messinese seguace della maniera
di Antonello, ma influenzato dalla pittura di Cesare di Sesto, è attribuito
il Polittico della Chiesa Madre di Ficarra. Secondo un'attribuzione
recente (Pugliatti), si tratterebbe dello stesso maestro del Polittico
di Castroreale. Alla stessa cerchia, se non addirittura alla stessa
bottega, è riconducibile la tavola della Madonna col Bambino tra i
Santi Sebastiano e Francesco (1530), conservata nella chiesa di S.
Pantaleone ad Alcara. Nella cattedrale di Patti è custodita una tavola
che raffigura la Madonna in trono col Bambino tra angeli, dipinta
intorno al 1540 da Antonello de Saliba, nipote di Antonello da Messina,
formatosi nella bottega del cugino Jacobello. Allo stesso Antonello
de Saliba è attribuito anche il trittico con la Madonna e due Sante,
la Pietà e l'Annunciazione, custodito nella chiesa di S. Martino a
Randazzo. Di scuola antonelliana è, infine, pure il trittico raffigurante
la Madonna col Bambino tra S. Agata e S. Lucia, che si trova nella
chiesa di S. Nicola, sempre a Randazzo.
Al terzo-quarto decennio del XVI secolo è databile la bella tavola
custodita nella chiesa del SS. Salvatore a Naso, raffigurante la Madonna
col Bambino dormiente, opera di pittore fiammingo della scuola di
Joos Van Cleve. E' probabile che il committente abbia acquistato questa
tavola da un mercante genovese, scavalcando i normali canali messinesi.
SECONDA META' DEL '500. La committenza continua in questo periodo
a rivolgersi prevalentemente ad artisti attivi nella città di Messina.
Nella città dello Stretto tiene bottega tra il 1570 e il 1585 circa
il napoletano Deodato Guinaccia. Di lui si conserva nella chiesa di
S. Maria del Gesù a Naso una Immacolata e simboli (1565), purtroppo
danneggiata in un incendio e in gran parte ridipinta. A ignoti pittori
della sua cerchia vengono attribuiti tre dipinti su tavola raffiguranti
la Madonna del Rosario e custoditi nella chiesa di S. Giovanni a Naso,
nella Chiesa Madre di Ficarra e nella chiesa di S. Ippolito a Patti.
Tutte e tre queste tavole sono databili fra il 1580 e il 1590. Riconducibile
alla scuola messinese vicina alla maniera del Guinaccia è anche la
Pietà, custodita nel Municipio di Naso. Messinese è Antonio Catalano
detto il Vecchio (1560-1630). Opere della sua bottega sono la Sacra
Famiglia (1600) della chiesa di S. Francesco a Mistretta e la S. Maria
del Gesù custodita in splendida cornice nella chiesa di S. Maria degli
Angeli a S. Angelo di Brolo. Messinese è anche Alonso Rodriquez (morto
nel 1614), a cui sono attribuite la Consegna delle chiavi a S. Pietro
nella chiesa di S. Pietro a Tusa e la Deposizione custodita nella
chiesa di S. Caterina sempre a Tusa.
Per altra via invece dovrebbe essere giunto nei Nebrodi il dipinto
raffigurante la Crocifissione, conservato nella chiesa di S. Pietro
di Tusa, attribuito all'olandese Simone De Wobreck (presente in Sicilia
fra il 1557 e il 1558). Come pure la pala della Madonna degli Angeli
(1588), della chiesa di S. Francesco a Mistretta, commissionata dai
Cappuccini a Scipione Pulzone (ante 1550-1598). Dopo la morte del
Pulzone, la committenza cappuccina si rivolse a un altro pittore gesuita,
Durante Alberti, autore della Madonna degli Angeli custodita nella
chiesa di S. Leonardo ai Cappuccini di Tusa.
PRIMA META' DEL '600. Nel XVII secolo trova spazio la produzione degli
artisti palermitani. Se messinese è Gaspare Camarda (allievo di Antonio
Catalano il Vecchio), di ambito palermitano sono lo Zoppo di Gangi,
il Monocolo di Regalbuto e Pietro Novelli.
Gaspare Camarda, la cui produzione si colloca fra il 1597 e il 1629,
è presente nei Nebrodi con la Madonna in trono fra due Santi (1597)
conservata nella chiesa di S. Nicolò di Mirto e il S. Gerolamo leggente
(1626), custodito nella chiesa del SS. Salvatore a Naso. Quest'ultima
opera costituisce uno dei punti più alti del percorso artistico del
pittore messinese. Tre tele del Camarda si trovano nella chiesa di
Maria SS. di Porto Salvo a Capo d'Orlando, (commissionate gli dal
conte Girolamo Joppolo): l'Adorazione dei pastori (1626), il Crocifisso
tra i Santi Francesco e Cono (1627) e, purtroppo ridipinta, la Madonna
tra le Sante Rosalia e Barbara (1627). Al Camarda è anche attribuita
la tela della Madonna con S. Biagio e S. Caterina d'Alessandria, nella
chiesa di S. Caterina di Piraino.
Dello Zoppo di Gangi (Giuseppe Salerno, 1570-1633) sono presenti nel
nostro territorio tre dipinti: la tela raffigurante Le anime del Purgatorio
(1606), conservata nella Chiesa Madre di Tusa; la grande pala con
la Natività di Cristo e Immacolata, custodita nella Chiesa Madre di
Cesarò; un S. Nicola, conservato nella Chiesa Madre di Capizzi. Un
piccolo quadro raffigurante S. Cono, custodito a Naso, è andato distrutto
in un incendio nel 1920. Alla cerchia dello Zoppo di Gangi sono riconducibili
l'Immacolata e simboli della chiesa del SS. Salvatore a Naso, come
pure il S. Antonio da Padova con otto storie, oggi quasi totalmente
ridipinto, collocato sul secondo altare della navata destra della
chiesa di S. Cono sempre a Naso. In questa stessa chiesa si trova
una tela raffigurante la Circoncisione riconducibile alla mano del
Monocolo di Regalbuto (Pietro d'Asaro, 1579-1647).
A Pietro Novelli (1603-1647) è attribuita la tela raffigurante il
Martirio di S. Agata, collocata sull'altare maggiore della Chiesa
Madre di Galati. Ad artisti della sua cerchia sono riconducibili la
Madonna tra i Santi Sebastiano e Rocco della chiesa di S. Sebastiano
a Militello e La consegna delle chiavi a S. Pietro della Chiesa Madre
di S. Piero Patti. Tre tele di scuola novellesca si trovano nella
Cattedrale di Patti e raffigurano: Il sacrificio di Isacco; Mosè;
Giuditta.
SECONDA META' DEL '600. Fra' Emanuele da Como (1625-1701), frate minore
attivo a Messina nella seconda metà del secolo nello studio di Agostino
Scilla, "dipinse tutti i conventi della Sicilia ove fu di famiglia,
fra i quali sono ragguardevoli gli affreschi eseguiti nel claustro
del convento di S. Fratello" (Anonimo), oggi purtroppo assai degradati.
Un altro monaco-pittore francescano fu Fra' Umile da Messina, autore
della pala d'altare della chiesa dei Cappuccini ad Alcara, raffigurante
la Vergine tra i santi francescani. Messinese era anche Onofrio Gabriello
(1616-1706), autore di due tele (il Martirio di S. Lorenzo e il Martirio
di S. Agata) conservate nella chiesa di S. Maria dei Latini a Randazzo.
Nella stessa chiesa di Randazzo sono custodite cinque tele di Giuseppe
Velasquez, attivo a Palermo tra la fine del XVII e l'inizio del XVIII
secolo: Incoronazione di Maria, Sacra Famiglia, Assunzione della Vergine,
Martirio di S. Andrea, Martirio dei SS. Giacomo e Filippo. Dello stesso
autore è la tela raffigurante Maddalena nella chiesa del Collegio
di S. Maria a Mistretta. Ad Antonino Grano (1660 c. - 1718), palermitano,
è attribuita la tela raffigurante S. Francesco di Paola, nella chiesa
del SS. Salvatore a Naso.
PRIMA META' DEL '700. Tra i pittori messinesi sono presenti Filippo
Tancredi e Giovanni Tuccari. Filippo Tancredi (1655-1722) è autore
della tela raffigurante il Rinvenimento del corpo di S. Nicolò, che
si trova nella Chiesa Madre di Alcara, come pure di quella raffigurante
S. Antonio Abate (1715) nella chiesa di S. Pantaleone sempre ad Alcara.
A lui viene anche attribuita la Madonna dell'Itria nella chiesa del
SS. Salvatore a Naso. A Giovanni Tuccari (1667-1743) sono attribuite
due tele conservate nella chiesa di S. Cono a Naso e, in alternativa
al Borremans, l'Adorazione dei pastori della Cattedrale di Patti.
Di ambito palermitano sono Guglielmo Borremans, Olivio Sozzi e Giuseppe
Tresca. Guglielmo Borremans (1670-1744), fiammingo di Anversa, operò
a Napoli e dal 1714 a Palermo. A lui sono attribuite l'Adorazione
dei pastori nella Cattedrale di Patti e la tela della Annunciazione
nella chiesa della Batia a Tortorici. Olivio Sozzi (1690-1765), palermitano,
allievo di Sebastiano Conca, fu interprete tra i più raffinati in
Sicilia del gusto rococò e della maniera del Conca. Vari suoi dipinti,
acquistati intorno al 1740, adornano la Chiesa Madre di Gioiosa. Una
delicatissima Addolorata, firmata sul retro, è custodita nella Cattedrale
di Patti. Una sua tela raffigurante la Madonna di Loreto (1737) è
collocata sull'altare maggiore della chiesa di S. Pietro a Tusa. A
lui sono anche attribuiti due dipinti (S. Calcedonio e S. Giovanni
Begmans) custoditi nella Chiesa Madre di Naso. Giuseppe Tresca (1710-1795),
formatosi anch'egli a Roma pochi anni dopo il Sozzi alla scuola di
Sebastiano Conca, è forse l'ultimo artista di rilievo di questa stagione
di collezionismo artistico delle istituzioni religiose dei Nebrodi.
E' presente a Galati con sei tele (una del 1751 e cinque del 1753),
che arredano la Chiesa Madre e la chiesa di S. Caterina. Una sua tela
raffigurante l'Assunta, firmata e datata 1751, è conservata nella
Chiesa Madre di Ficarra. Molto apprezzati verso la fine del '700,
sono i dipinti del palermitano Antonio Mercurio, autore di numerose
opere conservate nella chiesa di S. Rocco a Motta d'Affermo e nella
Chiesa Madre di Galati.
Saggio di Franco Ingrillì tratto
dalla guida "Paesi e paesaggi dei Nebrodi" editore Ermes dei Parchi.
.
Le
offerte per le tue Vacanze
.
IL
Parco d'Amare
Anche
in estate il "Parco dei Nebrodi" emana tutto il suo fascino,
fatto di splendidi paesaggi e magiche suggestioni. Il verde intenso
dei boschi si alterna all'azzurro di piccoli laghi e nelle frequenti
radure gli animali pascolano indisturbati come da duemila anni a
questa parte; il paesaggio, già bello di per sé, è impreziosito
dalla maestosità dell'Etna ancora innevata che si erge a Sud, ed
a nord dal profilo delle isole di Eolo che si stagliano nel mare
del mito.
.
.
Isole
Eolie
Escursioni
e visite guidate alle Isole Eolie: Lipari, Vulcano, Salina, Panarea,
Stromboli a portata di mano.
.
.
Aree
Protette e Siti Archeologici
Escursioni in aree protette, visite in siti archeologici
e centri storici.
.
.
.
CasaVerde S.r.l.
Via Delle Filande, 8
98071 - Capo d'Orlando (ME)
Tel. 0941/916120