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Escursioni e Trekking

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Il territorio del Parco dei Nebrodi offre molte alternative escursionistiche. Tra i molti itinerari possibili, si propongono, a titolo esemplificativo, i seguenti:

"La Dorsale dei Nebrodi"

La Dorsale dei Nebrodi percorre l'area protetta da ovest ad est per circa 70 km., intercettando le principali strade che percorrono il parco da nord a sud. Si tratta di un lungo itinerario escursionistico che da Serra Merio, comune di Mistretta, conduce a Portella Dagara, comune di Floresta. La Dorsale, passando accanto alle uniche zone umide d'alta quota della Sicilia, interessa gli ambienti altomontani del parco, attraversando scenari naturali pressoché incontaminati. Lungo il percorso, attrezzato con cartelli indicatori, è possibile fermarsi presso diversi punti di sosta, in coincidenza di aree di rilevante interesse naturalistico e paesaggistico.

1ª TAPPA
Il percorso inizia da Serro Merio (Mistretta), lungo la s.s. 117, si devia a sinistra e si raggiunge rapidamente l'Urio Quattrocchi (1030 m.s.l.m.), piccolissimo laghetto di forma circolare, molto piacevole da visitare poiché ospita diverse specie di uccelli acquatici. Dopo aver superato l'Urio (sulla destra è una fontana in pietra locale), si segue la trazzera principale ed, al primo incrocio, si svolta a destra in direzione di Case Pomiere, dove c'è un grande abbeveratoio. Quest'ultimo tratto si addentra in un fitto bosco ove esemplari maestosi di Faggio sono consociati a specie quercine come Cerro e Rovere. Il sottobosco è spesso impenetrabile. Uscendo dal bosco, si attraversa una zona scoperta e si arriva alle Case Mascellino. Sempre più interessante sul piano naturalistico e paesaggistico l'osservazione dei boschi circostanti. Superato il confine comunale Mistretta - Caronia, che costituisce altresì lo spartiacque tra il bacino del Torrente S. Stefano ed il bacino del Torrente Caronia, si continua a seguire la pista in discesa e si incrocia un altra pista maggiormente battuta, che in quota si dirige verso Acqua dei Vitelli (1306 m.s.l.m). Da questa località la strada è ben visibile e prosegue in salita in direzione della Contrada Moglia (1347 m.s.l.m.), ove è il bosco della Tassita, un popolamento di circa 50 ettari di Tasso. Superato il bosco, si continua a salire, aggirando Monte Pomiere, Portella Pomiere e Timpone Mirio. Un ricco fontanile in pietra invita ad una sosta prima dell'arrivo (500 metri) a Portella dell'Obolo (1503 m.s.l.m.), sul confine comunale Caronia-Capizzi, in corrispondenza della s.p. 168 dei Monti Nebrodi, posta tra Serra Pumeri (1544 m.s.l.m.) ad ovest e Pizzo Fau (1686 m.s.l.m.) ad est.

2ª TAPPA
Lasciata Portella dell'Obolo (1503 metri s.l.m.), si scende seguendo la s.p. 168 e, dopo circa 1 km., si svolta a sinistra e si segue una strada, inizialmente asfaltata, che costeggia il limite del bosco di querce e che scende rapidamente. Secondo l'esposizione dei versanti ed in conseguenza della struttura dei suoli, il Faggio ed il Cerro sono in questi luoghi pienamente integrati e consociati: ricco il sottobosco ampiamente rappresentato dall'Agrifoglio, che in alcuni tratti raggiunge dimensioni considerevoli, dal Pungitopo, dal Rovo, dal Biancospino, dal Perastro. Arrivati in prossimità della Sorgente Nocita, ampia area attrezzata, si continua a seguire la trazzera (in alcuni punti è evidente l'antico lastricato), fino ad arrivare alla Caserma Mafauda. Continuando dopo il caseggiato, si giunge in prossimità di un tratto di strada asfaltata (dopo circa 1,300 km), si abbandona la strada e si svolta a sinistra per addentrarsi nel fitto bosco. La pista è in salita e costeggia un impluvio torrentizio, lo si attraversa in corrispondenza di una briglia realizzata recentemente con gabbioni, e si continua a salire fino a Portella Calcare (1410 m.s.l.m.), luogo in cui è visibile una chiudenda (1,350 Km). Dalla Portella è possibile abbandonare il tracciato e, svoltando a sinistra, seguire la pista di esbosco che si sviluppa lungo il confine comunale, sempre individuabile dalla recinzione in legno, per raggiungere Monte Pelato. La risalita verso Monte Pelato (1567 m.s.l.m.) è uno dei tratti più suggestivi, perché dalla sommità del monte si apre uno splendido panorama sull'Etna e sulle cime dei rilievi dei Monti Nebrodi. Abbandonato Monte Pelato, basta seguire la staccionata in legno che identifica il confine comunale tra Capizzi e Caronia e le pietre miliari con la scritta "S. Antonio", si ritorna a Portella Calcare e si segue la trazzera che, superata la Portella, si addentra nella faggeta sempre più fitta. Dopo una discesa, spesso fangosa in conseguenza dell'accumulo meteorico su substrati argillosi, giunti a Portella del Ceramese, si svolta a destra e, dopo ancora 350 m., si svolta a sinistra. Si continua seguire la traccia principale, tralasciando le numerose deviazioni che si incontrano, fino ad arrivare in corrispondenza di Portella Colle Basso e poi di Portella Scarno, dove la traccia segue per un tratto un acquedotto. Da segnalare che, in corrispondenza della Portella, la traccia di destra conduce alla Caserma Sambuchello e al Lago di Ancipa. Si attraversa così la contrada Fontana Mucciata, costeggiando una recinzione con paletti in legno e rete a maglia larga. Arrivati in corrispondenza di Portella Miraglia, si svolta a sinistra e, dopo meno di 2 km., si incrocia la strada statale 289 e si arriva al Rifugio Miraglia (1502 m.s.l.m.) e Portella Femmina Morta (1524 m.s.l.m.).

3ª TAPPA
La terza tappa inizia in prossimità di Portella Femmina Morta (1524 m.s.l.m.), punto di incontro con la s.s. 289 S. Fratello - Cesarò. La traccia, inizialmente pianeggiante, attraversa un'area limitrofa alla faggeta di Monte Soro, dove sono bene evidenti le aree carbonili dei numerosi fussuni. Dopo circa 2 Km., si arriva in corrispondenza di Portella Calacudera dove la strada si biforca: il tratto asfaltato, sulla destra, raggiunge Monte Soro (1847 m.s.l.m.), la cima più elevata del complesso montuoso dei Nebrodi. La strada che, invece, va verso sinistra si dirige verso il Lago Maulazzo (1400 m.s.l.m.), invaso artificiale di 5 ettari, incastonato nella superba faggeta di Sollazzo Verde. Superato il lago, si segue la traccia principale e si continua a scendere, camminando all'interno della fitta faggeta che qua e là si apre in piccole radure pascolative. Cavalli sanfratellani allevati allo stato brado e numerosi bovini pascolano liberamente in tutta la zona. Dopo circa 2 km., si incontra un bivio (Passo Taverna); si segue la traccia principale che volta a destra e attraversa il Torrente Cuderi e, dopo circa 4 km., si arriva al Lago Biviere (1278 m. s.l.m.), il più ampio bacino lacustre dell'area dei Nebrodi.

Il Lago Biviere (1278 m.s.l.m.)

Ricadente nel territorio del Comune di Cesarò, il lago ha una superficie di circa 18 ettari e costituisce la zona umida d'alta quota di maggior valore naturalistico della Sicilia, anche per la particolarità del suo popolamento vegetale ed animale. La ricchissima flora è condizionata dalle variazioni periodiche del livello dell'acqua, che determinano una zonizzazione orizzontale della vegetazione in sei fasce, distinte in base alle varie specie dominanti. La presenza di acqua in una zona montana coperta da foreste di faggio rappresenta, inoltre, un punto di riferimento privilegiato per la vita di numerose specie di uccelli acquatici e per la sosta degli eccelli di passo. Da segnalare un fenomeno naturale che si verifica nei mesi estivi, quando le acque del lago si colorano di rosso per la fioritura di una microalga chiamata Euglena sanguinea. La strada aggira una zona umida nelle immediate vicinanze del Biviere e prosegue in salita, addentrandosi nella faggeta di Scavioli. Il bosco, in alcuni tratti, è più fitto; in altri, aperto in ampie radure, ove fanno la loro comparsa l'Agrifoglio, isolati cespugli di Tasso, grandi esemplari di Melo selvatico e di Perastro, Rovo, Biancospino, Rosa canina. Successivamente, ci si addentra nel magnifico Bosco di Mangalaviti, costituito da imponenti faggete ad alto fusto di grande valore naturalistico e paesaggistico, con ampi punti panoramici che si affacciano sulla Vallata del Rosmarino, sulle Rocche del Crasto e sul Mar Tirreno, punteggiato dalle isole eoliane.

Il Bosco di Mangalaviti (1518 m.s.l.m.)

Luogo di straordinaria bellezza e di grandissima suggestione, ospita, alle quote inferiori, vetuste cerrete con ragguardevoli esemplari, ed a quelle più alte, senza soluzione, fittissime ed imponenti faggete, frammiste ad Aceri, Frassini, Agrifogli, Meli selvatici e Tassi. Nel bosco, raggiungibile da Longi, da Galati Mamertino e da Alcara Li Fusi, attraverso Portella Gazzana (979 m.s.l.m.), è stato individuato dall'Ente parco un percorso didattico per le attività di educazione ambientale. Si tratta di un facile percorso ad anello della lunghezza di km. 2,600, lungo il quale sono state individuate le specie botaniche e faunistiche più rappresentative del territorio del parco.

Le Rocche del Crasto (1315 m.s.l.m.)

Molto interessante è l'escursione alle Rocche del Crasto, formazioni rocciose di natura calcarea, ardite e profondamente fessurate, ricadenti nel territorio dei Comuni di Alcara Li Fusi, Longi e S. Marco d'Alunzio. Aspre ed inaccessibili architetture, sono siti di nidificazione di varie specie di rapaci e superpredatori. Grandiosi i panorami che si aprono sulla vetta. Nell'attraversare questi luoghi, tra Portella Balestra (1540 m.s.l.m.) e la Sorgente di Favotorto (1610 m.s.l.m.), il cammino diventa notevolmente interessante, non essendo infrequenti incontri con varie specie di piccoli mammiferi, roditori, insettivori e carnivori. In corrispondenza di Serra Pignataro (1661 m.s.l.m.), che rappresenta la quota massima di tappa, si inizia a scendere seguendo sempre il confine comunale fino a Fontanazza, Pizzo Scavello, Portella di Testa, Portella Dagara (1467 m.s.l.m.). Poco più a valle inizia la strada asfaltata che conduce a Floresta, passando da Portella Mitta (1244 m.s.l.m.).

PORTELLA FEMMINA MORTA (m. 1524) - MONTE SORO (m. 1847) - LAGO MAULLAZZO (m. 1400) - LAGO BIVIERE (m. 1278)

Mete di questo percorso sono la grande faggeta di Monte Soro, veramente straordinaria per la sua vastità e per la bellezza degli esemplari secolari, il lago Maullazzo, invaso artificiale anch'esso immerso nella faggeta, ed il lago Biviere, la zona umida d'alta quota di maggior valore naturalistico della Sicilia. Dalla strada statale 289 S. Fratello - Cesarò si raggiunge Portella Femmina Morta e si prosegue fino a Portella Calacudera (m. 1568). Qui la strada si biforca: salendo verso destra si arriva alla cima più alta dei Nebrodi attraversando la faggeta, dapprima meno fitta, quindi sempre più suggestiva. Il bosco di faggio è soltanto a tratti interrotto da altri esemplari: Acero montano, Acero campestre, Frassino maggiore, Biancospino, Agrifoglio. La camminata nel bosco consente di vedere, poco prima della meta, il monumentale Acero montano, uno dei più grandi d'Italia (22 metri di altezza e circa 6 metri di diametro). Tornando indietro ed imboccando la strada che da Portella Calacudera scende verso sinistra, si arriva, dopo mezz'ora di cammino, al lago Maullazzo, invaso artificiale sito alle pendici nord-orientali di Monte Soro e che ha acquistato notevole importanza sul piano naturalistico e paesaggistico. Proseguendo, dopo circa 6 km., si arriva al lago Biviere, cuore del parco, che unisce all'estremo interesse naturalistico, indubbi pregi panoramici, circondato com'è da impenetrabili popolamenti di piante idrofile, dominato da maestosi faggi ed aperto a nord verso grandiosi panorami.

BOSCO Dl MANGALAVITI ( m. 1518) e SERRA DEL RE (m. 1754).

Luoghi di straordinaria bellezza e di grandissima suggestione, ricadenti nel territorio del comune di Longi. Alle quote inferiori, vetuste cerrete con ragguardevoli esemplari, ed a quelle più alte, senza soluzione, fittissime ed imponenti faggete, frammiste ad Aceri, Frassini, Agrifogli, Tassi, Perastri, Meli selvatici. Ricche la fauna e la vegetazione ripariale lungo i numerosi corsi d'acqua. Il bosco, raggiungibile da Longi e da Galati Mamertino, attraverso Portella Gazzana (m. 979), riserva magnifici punti panoramici.

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Le Foto del Parco.

(Le foto sono tratte dal volume "Il Parco dei Nebrodi" di Giuseppe Giaimi - Editrice Arbor)

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Lago Biviere e Monte Soro

Lago Biviere ed Etna sullo sfondo.

Cascata del Catafurco

Escursione a cavallo a Piano Badessa

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Cavalli sanfratellani al pascolo brado

Alcara Li Fusi e le Rocche del Castro

Allevamento tradizionale

Galati Mamertino

 

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Le offerte per le tue Vacanze

. IL Parco d'Amare 

Anche in estate il "Parco dei Nebrodi" emana tutto il suo fascino, fatto di splendidi paesaggi e magiche suggestioni. Il verde intenso dei boschi si alterna all'azzurro di piccoli laghi e nelle frequenti radure gli animali pascolano indisturbati come da duemila anni a questa parte; il paesaggio, già bello di per sé, è impreziosito dalla maestosità dell'Etna ancora innevata che si erge a Sud, ed a nord dal profilo delle isole di Eolo che si stagliano nel mare del mito. IL Parco d'Amare

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. Isole Eolie

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